Voce degli insegnanti: uno strumento lavorativo

L’insegnante di scuola è un professionista vocale, ovvero rientra nella categoria di coloro i quali fanno affidamento sulla propria voce durante l’ attività lavorativa. L’insegnante deve poter contare sulla sua voce anche per il proprio sostentamento economico, per tanto necessita di un organo vocale sano ed affidabile. I problemi di voce comportano anche conseguenze economiche per gli insegnanti (E.Smith, 1998).

Per avere una voce “affidabile” bisogna educarla, tutelarla, curarla e gestirla in modo economico.

I professionisti vocali  necessitano di seguire norme igieniche, educazione posturale, minimizzare i rischi di surmenage, salvaguardarsi dagli abusi(ovvero non maltrattare la propria voce) e sospendere l’attività vocale in caso di patologia.

In sintesi un professionista vocale deve:

– Conoscere se stesso e la propria voce

– Conoscere ed applicare le norme di igiene vocale

– Allenare corpo e voce costantemente

– Utilizzare la voce nella modalità più efficace ed economica possibile relativamente all’impegno vocale/comunicativo richiesto ovvero seguendo il criterio di eufonia fisiologica.

L’ eufonia fisiologica si ottiene quando  l’emissione è prodotta in modo non faticoso, nel rispetto del fisiologico funzionamento dell’apparato vocale nelle sue diverse componenti : mantice respiratorio, laringe, cavità di risonanza organi della fonoarticolazione.

La voce è uno strumento biologico, pertanto non sostituibile, soggetto all’usura ed al  deterioramento.

Alcune ricerche effettuate dal “Voice care Network” nel Regno Unito su pazienti con problemi di voce dimostrano che il 12% dei pazienti è rappresentato dalla categoria degli insegnanti. Eppure, solo una minoranza di insegnanti ricerca un trattamento per la propria disfonia nonostante l’impatto negativo sulle loro prestazioni professionali e sulla qualità della vita a causa prevalentemente della disinformazione (V.Da Costa et al, 2010).

La disfonia professionale è chiamata rhesiastenia, ed è un’alterazione qualitativa/quantitativa della voce.

Quale è il mio scopo in quanto logopedista?

Ottenere  una maggiore consapevolezza ed effettuare una più efficace sensibilizzazione

Conferire Importanza al trattamento preventivo organizzato in interventi di reale formazione vocale e tramite  interventi  informativi.

Cosa può fare un insegnante per prevenire la disfonia?

Apprendere le norme di igiene vocale ed imparare a  fare della voce un utilizzo più sapiente ed economico evitando gli sforzi tramite un training logopedico educativo ed informativo.

Sottoporsi a controlli foniatrici  periodicamente.

Riconoscere i primi sintomi di disfonia.

Se necessario seguire un iter logopedico riabilitativo in caso di patologia.

Quali sono i primi campanelli d’allarme di una patologia vocale?

La qualità della voce risulta alterata, rauca, velata, soffiata.

Abbassamento di voce protratto per più di 15 giorni

Stanchezza vocale e fisica.

Dolore al collo.

Sensazione di corpo estraneo in gola.

 

                                                                     Log. Vittoria Carlino

 

Testo consigliato per approfondire l’argomento:

“Vivere di Voce” di Silvia Magnani Franco Angeli Editore

Autore dell'articolo: Vittoria Carlino

Dott.ssa Vittoria Carlino laureata in Logopedia nel 2004 c/o Seconda Università degli studi di Napoli. Specializzata in "Vocologia Artistica" nel 2006 c/o Università Alma Mater Bologna (Ravenna). Dal 2004 esercita libera professione nell'ambito della riabilitazione della voce, linguaggio, deglutizione, disturbi dell'apprendimento. Dal 2006 dipendente di un centro di riabilitazione convenzionato con il SSN. Docente ed organizzatrice di corsi e seminari sull'uso corretto della voce in ambito professinale ed artistico, relatrice in corsi formativi e.c.m., presso associazioni e distretti scolastici. Riceve tramite appuntamento a Napoli nei pressi di piazza Nazionale Per informazioni e contatti 3337368797 vittoriacarlino@gmail.com